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Oro

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L'oro fu usato per tutta la storia dell'antico Egitto. Questo prezioso metallo si estraeva in molti siti nel deserto orientale fra il Nilo e il Mar Rosso, in particolare fra Qena e Quseir e al confine con il Sudan. La maggior parte dell'area in questione si trovava in Nubia, e si fa derivare il nome di questa regione proprio dall'antico termine egiziano designante l'oro, 'nub'. Nel Museo Egizio di Torino vi è un papiro del Nuovo Regno che riporta una mappa del Wadi el-Fawâkhir, un'area dello Wadi Hammamat nel deserto orientale dove si trovava l'oro. I testi egiziani distinguono diversi tipi di oro a seconda dei siti di provenienza; i più importanti sono quello di Koptos, quello di Wawat e quello di Kush. Si realizzavano oggetti raffinati martellando o fondendo l'oro (il cui punto di fusione è 1063( C) e versandolo in stampi. I più famosi sono i numerosi oggetti di oro della tomba di Tutankhamon, che hanno un valore inestimabile, e non solo dal punto di vista archeologico: al prezzo corrente dell'oro, il famoso sarcofago di questo faraone varrebbe infatti più di un milione di dollari. Se i tesori di Tutankhamon sono i più noti, molti altri artefatti d'oro di tutte le epoche sono stati ritrovati in Egitto, a testimonianza dell'alto livello dell'oreficeria faraonica. Oltre a questi oggetti, alcuni dei quali in oro massiccio, sono stati rinvenuti anche numerosi mobili e oggetti di altri materiali che erano originariamente rivestiti di foglia d'oro; questa era ricavata battendo l'oro con martelli di pietra o legno per ricavarne lamine sottili che raggiungevano spessori di 0,01 mm o anche meno.

oggetti:


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